domenica 20 aprile 2014

Sant’Agnese da Montepulciano

vergine e monaca (ca.1270-1317) 20 Aprile
I segni straordinari si videro già alla sua nascita, ma tutta la sua  vita ne S. Agnese da Montepulcianofu colma: estasi, levitazioni e miracoli si susseguirono, pur non cambiando la sua devozione per la preghiera, la penitenza e in totale umiltà. 
Agnese nacque da genitori benestanti nel paese toscano di Gracciano Vecchio, a pochi chilometri da Montepulciano; vi sono alcuni dubbi sulla sua data di nascita; di solito si ritiene essere il 1268 ma il suo primo biografo, il B. Raimondo da Capua (5 ott.), indica il 1274. Appena la madre, Francesca Segni, la diede alla luce, per qualche ora, nella camera, apparvero misteriosamente moltissimi ceri ardenti. La bimba crebbe con una straordinaria inclinazione alla preghiera, che la portò presto a desiderare la vita claustrale. Aveva circa nove anni quando entrò nel locale convento delle suore del Sacco (così chiamate per gli abiti ruvidi) che seguivano una vita austera.

VIDEO-STORIA

Tra esse si distingue subito per la pietà sotto la guida della maestra delle novizie, Suor Margherita. A partire da quel momento il Signore la favorì di straordinari carismi. Nella sua ininterrotta unione con Dio fu vista più volte sospesa per aria. Un giorno, meditando la Passione di Gesù, fu sollevata da una ardente amore tanto in alto da giungere ad abbracciare il crocifisso posto sull’altare. Ammaestrata dallo Spirito Santo, Agnese crebbe assennata e ubbidiente. Maria SS. Le apparve e le diede tre pietre dicendole; “Figlia mia, prima di morire costruirai un monastero in mio onore, prendi queste tre pietruzze e ricordati che il tuo edificio dovrà essere fondato sulla fede costante e la confessione dell’altissima e indivisibile Trinità”.
S. Agnese da Montepulciano1Dopo un qualche tempo le suore aprirono una nuova casa a Proceno, paesino vicino a Viterbo, e Agnese entrò nella nuova comunità; divenne poi economa e superiora della casa e per tale ruolo ottenne una speciale dispensa papale poiché aveva solo quindici anni.
Sovente Dio cosparse di fiori il luogo in cui si soffermava a pregare in ginocchio, e le coprì il mantello di manna, divisa in molti grani a forma di croce. Il giorno stesso in cui il vescovo andò a benedirle il velo e a insediarla nel suo ufficio di badessa, la manna discese straordinariamente abbondante su di lui, sui sacerdoti che l’accompagnavano e sulla mensa dell’altare. Meravigliati, tutti ne raccolsero a piene mani e notarono con sorpresa che ogni grano aveva la forma di croce.
Agnese di quando in quando andava tutta sola a pregare nell’orto accanto ad un olivo. Il Signore, perché non interrompesse la dolcezza del colloquio che aveva con lui, le mandò per dieci domeniche consecutive un angelo a comunicarla. In altre occasioni il celeste messaggero le portò un pugno di terra presa nel luogo dove il Figlio di Dio aveva sparso il suo sangue, e un coccio del catino in cui la Madonna aveva lavato tutte le mattine il Bambino Gesù. Un giorno Agnese desiderò di vedere, il Signore. Nella notte dell’Assunzione, Maria SS. le apparve con in braccio il Figlio divino e glielo diede da baciare. Quando glielo richiese per ritornarsene in Paradiso, Agnese si rifiutò di riconsegnarglielo. Prevedendo tuttavia di non uscire vittoriosa da quella contesa, afferrò una crocettina che il Bambino Gesù portava al collo e gliela strappò. Privata di quella visione, Agnese sentì al cuore una trafitta così forte che, levando alte grida, si abbandonò in terra quasi priva di sensi. La crocettina esiste ancora e viene mostrata al popolo con le altre reliquie nell’anniversario della morte della santa.
Agnese ebbe da Dio il dono dei miracoli. Quasi tutte le cose che toccava per S. Agnese da Montepulciano2distribuirle alle suore, si trovavano sovente o aumentate o migliorate. Più volte moltiplicò le cibarie e i denari occorrenti per pagare i muratori. Un giorno venne a mancare il pane. All’ora del desinare Agnese volle sedersi ugualmente a tavola, con le altre religiose. Dopo aver tessuto loro l’elogio della pazienza, si raccolse in preghiera, sollevò gli occhi e le mani al cielo come per accogliere qualcosa che le veniva dall’alto, e le ritrasse alla presenza di tutte con un pane freschissimo, recante ancora sotto di sé la cenere del forno. Al diffondersi della fama di tanti prodigi, due camaldolesi discesero d’inverno dai loro romitori per farle visita. Dopo un lungo intrattenimento sulla vita spirituale, Agnese li fece sedere a tavola e li invitò a cibarsi delle elemosine fatte al monastero da pii benefattori. Mentre tra un boccone e l’altro continuavano a ragionare di Dio, d’improvviso apparve sopra un piatto una freschissima rosa. Alla sorpresa dei due eremiti, la santa esclamò: “II Signore ha voluto mandare questo fiore estivo per mostrare quanto le vostre parole hanno riscaldato il mio spirito illanguidito, con il fuoco della carità“.
Le ristrettezze che si imponeva erano durissime: per quindici anni visse a pane e acqua e dormì sul pavimento usando una pietra come cuscino; per le penitenze che continuamente praticava, contrasse una grave malattia, da cui più non guarì. Per volere dei medici e dei superiori dovette moderare le austerità. Ne approfittarono le suddite per prepararle uno squisito piatto di carne. Provando un invincibile avversione a quel brusco cambiamento di cibo, Agnese supplicò il Signore che glielo trasformasse in pesce ed egli all’istante la esaudì.
Quando divenne famosa, la gente di Montepulciano chiese che ritornasse tra di loro. Tornò e aprì un nuovo convento ponendolo sotto la cura dei domenicani locali; ella si era infatti convinta, in seguito alle esperienze nelle precedenti comunità, dei benefici che si ottenevano dall’associazione con un ordine più grande e riconosciuto. Ne fu la priora e la casa prosperò sotto la sua gestione. Ma a Montepulciano la salute di Agnese peggiorò. Per nove domeniche consecutive un angelo la condusse in visione sotto un olivo dell’orto e le diede da bere l’amarissimo calice della Passione di Gesù, per indicarle che sarebbe giunta alla beatitudine attraverso molte sofferenze. Per volere dei superiori Agnese si recò alle acque di Chianciano. Iddio premiò con molti miracoli quell’atto di ubbidienza. Difatti, subito dopo l’arrivo di lei, cominciò a venire giù dal cielo una fitta pioggia di manna che ricoprì lo stabilimento termale. Nel luogo in cui la santa s’immerse, sgorgò una nuova polla d’acqua calda che ridonò la salute ai malati che in essa si tuffarono. Durante il periodo di cura, essendo venuto a S. Agnese da Montepulciano3mancare il vino, Agnese, piena di compassione per le commensali, tramutò con un segno di croce l’acqua, attinta alla fontana, in vino molto prelibato. Una bambina, nell’affettare il pane sulle proprie ginocchia, si era ferita col coltello fino all’osso, Agnese andò ad immergerla nella polla sgorgata prodigiosamente pochi giorni prima e la ritrasse guarita. Un bambino, rimasto incustodito, era entrato nell’acqua e vi era affogato. Agnese lo portò in disparte, si prostrò in preghiera davanti a lui, gli tracciò sopra il segno di croce e lo restituì vispo come prima alla madre desolata.
Nonostante la fama di tanti prodigi, un giorno, mentre entrava nei locali delle terme, alcuni giovinastri diedero la baia ad Agnese. Ella frenò lo sdegno di coloro che l’accompagnavano, poi, tornata alla casa ospitale, fece tirare il collo a certi polli, portati dal monastero in considerazione della sua salute, e li fece portare ai giovani insolenti. Costoro, vinti dall’amabile cortesia di lei, andarono a chiederle scusa degli sberleffi, ginocchioni e con la cintola al collo. La santa li invitò cortesemente ad alzarsi e protestò di sentirsi loro molto obbligata perché, col mettere alla prova la sua pazienza, le avevano dato modo di avvantaggiarsi spiritualmente. Nonostante le cure, Agnese ritornò a Montepulciano ancora più malata.
Le sue figlie spirituali si guardavano bene dal commettere qualsiasi mancanza perché sapevano per esperienza come la loro superiora avesse pure il dono della scrutazione dei cuori e della profezia. Un giorno, mentre ella pregava con loro davanti ad un’immagine della Madonna, per la pace di Montepulciano, d’un tratto vide il volto della Vergine contrarsi con spasimo, stillare gocce di sudore e trarre un respiro breve e affannoso. La santa comprese che, a causa dei peccati di molti, la città sarebbe stata sconvolta dalla guerra. Infatti, nella prima metà del secolo XIV, i fratelli Jacopo e Nicolò Della Pecora, si misero in testa di sottrarre Montepulciano al dominio dei senesi, ma inutilmente, nonostante l’aiuto ora di Perugia, ora di Firenze.
Consunta dalle fatiche, Agnese si mise a letto e si dispose alla morte. Alle religiose piangenti disse: “Se mi amaste veramente, non piangereste così; gli amici si rallegrano del bene che capita ai loro amici. Il più grande bene che mi possa capitare, è di andarmene allo sposo. Siate fedeli a uno sposo così buono! Perseverate sempre nell’ubbidienza e vi prometto di esservi più utile in cielo che se restassi tra voi”. Poco dopo sollevò gli occhi e le mani al cielo e disse sorridendo; “II mio amato mi appartiene, io non lo abbandonerò più!”. Agnese morì il 20-4-1317, a mezzanotte, e apparve a molti in diverse località.
S. Agnese da Montepulciano4Il suo corpo, deposto nella chiesa del monastero, che prese il nome di Sant’Agnese, emanò una deliziosa fragranza e sanò molti malati, I poliziani invece di affidare alla terra il suo corpo, mandarono alcune persone fidate a Genova affinché, a qualunque prezzo, comprassero unguenti con cui spalmare il corpo della vergine e conservarlo incorrotto il più a lungo possibile. Appena essi partirono, le punte delle dita di Agnese cominciarono a stillare fitte e abbondanti gocce di un prezioso liquore al cui contatto ciechi, zoppi e rattrappiti riacquistarono la salute. Il suo corpo si conservò incorrotto. Nel 1374 Dio rivelò a S. Caterina da Siena (29 apr.) che in cielo avrebbe goduto una gloria uguale a quella di Agnese da Montepulciano. Le venne quindi il desiderio di andarne a venerare le reliquie, ma mentre si chinava per baciarle i piedi, Agnese sollevò fino al labbro di lei il piede destro e rinnovò il prodigio della manna.
Sebbene fosse famosa per i miracoli, la sua santità era radicata in una semplicità essenziale e una devozione intensa verso il Signore e la Vergine.
La sua tomba divenne una popolare meta di pellegrinaggio e fu visitata anche dall’imperatore Carlo IV . Fu canonizzata nel 1726. Un quadro di Tiepolo che la ritrae si trova in una chiesa dei gesuiti di Venezia e un altro, più antico, nella Pinacoteca Comunale di Montepulciano: in questo è ritratta mentre sorregge con la mano un modellino della città di cui è patrona.
Fonti: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler http://www.paginecattoliche.it/

Letture di domenica 20 aprile 2014

20 aprile 2014

Domenica di Pasqua della Risurrezione 
Sono risorto, e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano,è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia.

PREGHIERA DEL MATTINO

O Padre, che in questo giorno, per mezzo del Tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel Tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto. Amen

PRIMA LETTURA

At 10, 34. 37-43 - Dagli Atti degli Apostoli.
pietro e Giovanni al sepolcroIn quei giorni, Pietro prese la parola e disse:  “Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.  E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio.  Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome» .
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
risurrezione6

SALMO RESPONSORIALE

Sal. 117
RIT: ‡ Questo è il giorno di Cristo Signore alleluia, alleluia.
Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. Dica Israele che egli è buono: eterna è la sua misericordia. RIT
La destra del Signore si è innalzata,  la destra del Signore ha fatto meraviglie.
Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore. RIT
La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo;  ecco l’opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. RIT

SECONDA LETTURA

Col 3, 1-4 - ‡Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi.
RISURREZIONE
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra.  Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!
Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.
oppure
1 Cor 5, 6-8
Fratelli, non sapete che un pò di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità. 
SEQUENZA
Alla vittima pasquale, s’innalzi oggi il sacrificio di lode. L’agnello ha redento il suo gregge, l’Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre. Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, figura risurrezionetrionfa.
“Raccontaci, Maria; che hai visto sulla via?”
“La tomba del Cristo risorto vivente, la gloria del Cristo risorto, e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti. Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea”.
Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è immolato: facciamo festa nel Signore.
Alleluia.

VANGELO

Gv 20, 1-9
Dal Vangelo secondo Giovanni
risurrezione (6)
Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro:  «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!» . Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.  Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.  Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

Cristo – luce del mondo.
Nella Veglia pasquale il Triduo raggiunge il suo culmine sacramentale. Infatti nel nucleo più originale della Pasqua, questa veglia è come una sintesi di tutta la liturgia annuale, perché, attraverso una prolungata celebrazione della Parola di Dio e poi della Luce e dell’Acqua, ricùpera tutta la ricchezza del simbolismo, che ci permette di accostarci realmente al mistero. L’introduzione della liturgia della luce (benedizione del fuoco e del cero pasquale) con il canto dell’annuncio della risurrezione3 (2)resurrezione ci introduce nella nuova ed eterna alleanza ricostituita fra Dio e l’umanità in Cristo Gesù. La luce è la prima opera della creazione. Ora dal fuoco-luce si accende il cero pasquale, simbolo della luce di Cristo, luce che possiede-ha attraversato le tenebre del mondo, della storia e del peccato. La storia della salvezza viene rievocata a tappe nelle letture bibliche in chiave pasquale. La creazione diviene ora ricreazione dalla risurrezione del Signore. Il sacrificio di Abramo è figura del sacrificio di Cristo, vero agnello che toglie il peccato del mondo. L’alleanza, figura nuziale fra Dio e il popolo, è destinata ora a divenire una comunità di discepoli con il Signore. La benedizione dell’acqua del fonte, che richiama il compimento di tanti riferimenti biblici, ci prepara alla celebrazione del Battesimo, o almeno alla rinnovazione dei nostri impegni battesimali. Cristo è risalito dalle acque della morte come noi risorgeremo dal sepolcro, divenuto come il seno materno, fecondo di vita nuova. La commensalità col Risorto diventa per noi il segno sacramentale più efficace per un cammino verso il nostro compimento. Alleluia! Il Signore della vita è risorto. Come Simon Pietro e l’altro discepolo corriamo anche noi verso quel sepolcro vuoto. Davanti ad esso è stata proclamata la grande rivelazione angelica alle donne, lì accorse per prime: “E’ risorto! Non è qui!” La celebrazione eucaristica del Risorto ci invita a comprendere che l’oggetto della nostra fede non è solo “confessare con le labbra che Gesù è il Signore”, ma anche a credere col cuore, che la salvezza, che proviene dal Risorto, passa attraverso questo memoriale della Pasqua del Cristo. Il Risorto ci ha donato la vita, ma ci comunica anche il potere di dare anche a noi la vita ai fratelli per amore, a imitazione sua, “l’amore di Cristo ci spinge verso l’altro”. (Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

risurrezione (3)PREGHIERA DELLA SERA

O Padre, che nella risurrezione del Tuo Figlio dissolvi ogni paura e rendi possibile ciò che il nostro cuore non osa sperare, concedi ad ogni uomo che si dice cristiano
di rinnovarsi nel pensiero e nelle opere con la fede di chi nel Battesimo si sente risorto. In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. Amen