martedì 21 maggio 2013

San Godric di Finchale

(ca. 1070-1170) 21 Maggio 
Venditore ambulante, pellegrino, marinaio, balivo e poi San Godric di Finchaleeremita per cinquant’anni o più: Godric fu tutto questo, e anche compositore di musica e versi, raro esempio di uomo medievale di umili origini del quale possediamo testimonianze personali contemporanee.
Nacque a Walpole (Norfolk) in una famiglia di contadini anglosassoni; invece di dedicarsi ai lavori agricoli fece ..il venditore ambulante nel Lincolnshire, dove si era trasferita la famiglia, dal 1085 al 1089. Fece allora il suo primo pellegrinaggio a Roma, imbarcandosi poi verso il nord: esercitò il commercio tra Scozia, Fiandre e Danimarca. Concluse buoni affari, entrando in comproprietà di una nave e poi di un’altra, della quale divenne capitano.
Musica medievale – Crist e Sainte Marie da San Godric di Finchale
http://www.youtube.com/watch?v=tx2PTmToxME
Nel 1101, forse via mare, fece un pellegrinaggio a Gerusalemme: è possibile, ma non provato, che fosse lui quel Godric «pirata inglese» di cui parla Baldovino I a Giaffa nel 1102. Era abbastanza ricco da passare, nel viaggio di ritorno dalla Terra Santa, da Compostella. Non molto dopo tornò di nuovo a Roma e a Saint-Gilles in Provenza. Questi viaggi furono seguiti da un terzo pellegrinaggio a Roma, accompagnato dall’anziana madre, che doveva essere della sua stessa dura tempra.
San Godric di Finchale.1Decise di rinunciare al mondo e vendette tutti i suoi beni; compì così il primo tentativo di vita eremitica in una foresta vicino a CarKsle, unendosi poi a un altro eremita che viveva a Wulsingham (vicino a Durham) fino alla morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1108. Pochi mesi dopo partì per un altro pellegrinaggio a Gerusalemme dove visitò i Luoghi Santiunendosi ad altri eremiti nel deserto di S. Giovanni Battista (il deserto di Giudea) e lavorando, per parecchi mesi, nel famoso ospedale di Gerusalemme.
Di nuovo parve incerto sul da farsi, pensando anche di riprendere l’antico lavoro di venditore ambulante per riuscire a occupare un eremo abbandonato vicino a Whitby. Un anno dopo però lo troviamo a Durham, sagrestano della chiesa di S. Gilles e membro del coro a St. Mary-le-Bow. Avendo ormai più di quarant’anni, fissò finalmente la sua dimora a Finchale sul fiume Wear, prima nel “Chiostro di S. Godric” e poi nel luogo ora occupato dal monastero di Finchale.
Ancor oggi si può vedere il luogo della sua cappella, quantunque incorporata nella chiesa attuale. Intraprese la vita eremitica che aveva scelto,dapprima senza alcuna direttiva, nutrendosi di radici e bacche, poi iniziando a coltivare vegetali, a macinare orzo per fare il pane e a tagliare alberi per costruirsi una capanna. In seguito aggiunse unapiccola chiesa di pietra, collegata alla sua cella da un chiostro fatto di canne e intonacato. Benché il suo biografo, Reginaldo di Durham, metta in rilievo gli aspetti di pellegrino devoto durante la sua precedente vita sui mari, Godric se ne doleva, considerandoli anni di frodi e impurità, pieni di peccati che voleva espiare con un regime estremamente austero.
Trascorreva una vita solitaria e monotona, ma non priva di pericoli: una volta, per lo straripamento del fiume Wear, rischiò di annegare; un’altra volta (1138) fu selvaggiamentepercosso da soldati scozzesi che credevano che nascondesse un tesoro. Una svolta notevole si produsse quando Ruggero, priore di Durham, gli diede una norma di vita, regolò le visite dei molti che volevano incontrarlo, e gli offrì di essere associato ai monaci di Durham. Pure i cistercensi lo stimavano e gli san_godric_tombfacevano visita; tra essi c’era anche S. Aelredo di Rievaulx (12 gen.) e S. Roberto di Newminster (7 giu.).
Un contemporaneo così lo descrive: «Forte e agile e, a dispetto della sua bassa statura, di aspetto molto venerabile [...] Aveva una fronte ampia, grigi occhi vivaci e sopracciglia folte che quasi si toccavano. Il viso era ovale, il naso lungo e la barba folta». Un altro lo definisce un buon ascoltatore, sempre serio e solidale con chi soffriva: questa osservazione portò qualche scrittore a sottolineare che gli eremiti medievali venivano accolti come consiglieri nei villaggi, assumendo un compito
che non era però lo scopo precipuo della loro vita, passata in una vera solitudine fatta di lunghe preghiere liturgiche alternata con la contemplazione silenziosa dei misteri divini, nel quadro di un’austera penitenza.
Il regime nascosto di Godric a Finchale fu in effetti alterato dalle numerose visite; ciò non deve però impedirci di riconoscere che il suo austero stile di vita non era in sostanza cambiato. Non vennero meno manifestazioni diaboliche, né le acute sofferenze fisiche, specialmente negli ultimi anni. Passò quasi sessant’anni a Finchale, e negli ultimi tempi ricevette messaggi d’incoraggiamento da parte di S. Tommaso San Godric di Finchale2di Canterbury (29 die.) e persino una lettera affettuosa di papa Alessandro III, giunta fino a noi.
Un’attività supplementare che contribuì alla sua fama fu la composizione di versi (i primi in inglese medievale) arrangiati per la musica, molto vicini allo stile del canto gregoriano: c’è un inno dedicato alla Vergine Maria, uno a S. Nicola, e un terzo che fu cantato da sua sorella Burchwen, vissuta per un periodo a Finchale prima di divenire suora nell’ospedale di Durham; sono tutti componimenti brevi e semplici (oggi trascritti e registrati) conservati in un manoscritto del XIV secolo custodito nella British Library.Dopo l’ultima lunga malattia che lo costrinse a letto, curato dai monaci di Durham,morì il 21 maggio 1170. La sua cella a Finchale entrò in possesso del monastero di Durham, e la sua tomba divenne luogo di pellegrinaggi.
miracoli che gli vennero attribuiti includono un alto numero di  guarigioni di donne: la cosa non è molto usuale, e può forse essere spiegata considerando che i monaci di Durham avevano reso inaccessibile alle donne la tomba di S. Cutberto a causa di una sua supposta (ma non vera) avversione nei loro confronti. Il santuario di Finchale crebbe e prosperò ma Godric, come molti altri santi antichi, non fu mai ufficialmente canonizzato. Il suo culto a Finchale, a Durham e tra i cistercensi era molto consolidato. Merita di essere conosciuto meglio; tre scrittori a lui contemporanei ci hanno tramandato diverse ma sostanzialmente accurate informazioni su di lui.
Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler

Letture di Martedì 21 maggio 2013


LETTURE DI MARTED­Ì Madonna di Arcola

21 maggio 2013

VII Settimana del Tempo Ordinario – Anno I

Regina degli Angeli

Apparizione di Arcola - Ad Arcola in provincia di La Spezia, la Vergine Maria apparve sopra un rametto di rosmarino, a 5 sorelline mentre si inginocchiavano per recitare l’Angelus in un boschetto. 

San Godric di Finchale

(ca. 1070-1170) Venditore ambulante, pellegrino, marinaio, balivo e poi eremita per cinquant’anni o più: Godric fu tutto questo, e anche compositore di musica e versi, raro esempio di uomo medievale di umili origini del quale possediamo testimonianze personali contemporanee. 
“Confido, Signore, nella tua misericordia, Gioisca il mio cuore nella tua salvezza, canti al Signore che mi ha beneficato.”

PREGHIERA DEL MATTINO

Dio della libertà e della pace, che nel perdono dei peccati ci doni il segno della creazione nuova, fà che tutta la nostra vita riconciliata nel Tuo amore diventi lode e annunzio della Tua misericordia. Per Cristo nostro Signore Gesù Cristo. Amen

PRIMA LETTURA

Sir 2, 1-13
Dal libro del Siracide.
cammino (2)Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. Abbi un cuore retto e sii costante, non ti smarrire nel tempo della seduzione. Sta unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni. Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l’oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via diritta e spera in lui. Quanti temete il Signore, aspettate la sua misericordia; non deviate per non cadere. Voi che temete il Signore, confidate in lui; il vostro salario non verrà meno. Voi che temete il Signore, sperate i suoi benefici, la felicità eterna e la misericordia. Considerate le generazioni passate e riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? O chi ha perseverato nel suo timore e fu abbandonato? O chi lo ha invocato ed è stato da lui trascurato? Perché il Signore è clemente e misericordioso, rimette i peccati e salva al momento della tribolazione.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 36
RIT: Chi confida nel Signore è stabile per sempre. preghiera3
Confida nel Signore e fà il bene,  abita la terra e vivi con fede.  Cerca la gioia del Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore. RIT
Conosce il Signore la vita dei buoni,  la loro eredità durerà per sempre.  Non saranno confusi nel tempo della sventura  e nei giorni della fame saranno saziati. RIT
Stà lontano dal male e fà il bene,  e avrai sempre una casa. Perché il Signore ama la giustizia e non abbandona i suoi fedeli; gli empi saranno distrutti per sempre e la loro stirpe sarà sterminata. RIT
La salvezza dei giusti viene dal Signore, nel tempo dell’angoscia è loro difesa; il Signore viene in loro aiuto e li scampa, li libera dagli empi e dà loro salvezza, perché in lui si sono rifugiati. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Alleluia.

VANGELO

Mc 9, 30-37
Dal Vangelo secondo Marco

«Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti».In quel tempo, Gesù e i discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà». Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni. Giunsero intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?». Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

Il primato dell’amore
E’ difficile anche per i discepoli più intimi capire il discorso di Gesù relativo alla sua Passione, poiché questo lascia inevitabilmente, interdetti e ammutoliti. D’altra parte anche i discepoli non avranno altra sorte né altra strada. Poi come esempio Gesù accoglie i bambini. Essi infatti sono già in grado di ricevere il dono della grazia. Accoglierli con cura significa accogliere Gesù in persona. Del resto essi sono il simbolo, nella loro disponibilità ancora senza malizia, della condizione di chi vuole abbraccio12entrare nel Regno dei cieli: la grandezza evangelica consiste proprio nell’essere piccoli. Quando uno si propone di servire il Signore, può aspettarsi di essere tranquillo, magari di non ricevere subito il centuplo, ma almeno la tranquillità e la pace della vita. Ecco invece che cosa dice la parola di Dio: Se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. La tentazione in greco ha un significato più grande e significa prova, dunque, preparati alla prova. La prova non è un male per noi, ma un bene, un segno dell’amore del Signore, la condizione per crescere nel suo amore, per ricevere grazie preziose. Tutta la vita del cristiano è una prova, delle volte anche una lotta. Abbiamo in noi qualcosa di molto prezioso. E Dio ci sottomette alla prova per purificare questo tesoro, per renderlo ancora più bello e gradito a lui. Ma nella prova la condizione per non venir meno, l’unica condizione, è di appoggiarsi al Signore. Affidati a lui ed egli ti aiuterà; segui la via retta e spera in lui. La vita di chi vuole servire il Signore deve svolgersi nella rettitudine, unificata dall’amore di Dio; deve svolgersi non nella paura, ma nel timore di Dio, cioè nel profondo rispetto, tutto permeato di amore. Per capire questo anche il Vangelo ci dà una grande luce; la prova è una partecipazione al mistero di morte e risurrezione di Gesù. Cristo nella sua prova ha offerto volontariamente la propria vita alla morte per servire, sanare, curare l’umanità. Per il cristiano il vero titolo di nobilita è quello del servizio nella semplicità dell’amore
(Fonte: http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/14780.html)

Gesù11 (2)PREGHIERA DELLA SERA

O Dio onnipotente, il Signore Gesù, morto e risorto per noi, per primo e in modo sublime ci ha mostrato la via del servizio. Fà che la percorriamo con amore, umili collaboratori del Tuo regno, imitando la vita della nostra cara mamma celeste Maria Santissima. Te lo chiediamo per Cristo, servo dell’umanità, che ora siede con Te nella gloria per i secoli dei secoli. In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello fai per noi e ci dai ogni giorno. Amen.