sabato 3 gennaio 2015

Letture di sabato 3 gennaio 2015

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I Settimana del Tempo di Natale

Benedetto colui che viene nel nome del Signore: il Signore nostro Dio è luce per noi.

PREGHIERA DEL MATTINO

O Dio, Tu hai voluto che l’umanità del Salvatore, nella sua mirabile nascita dalla Vergine Maria, non fosse sottoposta alla comune eredità dei nostri padri; fà che liberati dal contagio dell’antico male possiamo anche noi far parte della nuova creazione, iniziata da Cristo Tuo Figlio. Amen

PRIMA LETTURA

1 Gv 2,29 – 3,6  – Dalla prima lettera di San Giovanni apostolo
Figlioli, se sapete che Dio è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è Giovanni Apostolostato generato da lui. Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Chiunque commette il peccato, commette anche l’iniquità, perché il peccato è l’iniquità. Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Sal 97
popolo di DioRIT: Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie. Gli ha dato vittoria la sua destra e il suo braccio santo. RIT
Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio. Acclami il Signore tutta la terra, gridate, esultate, cantate inni! RIT
Cantate inni al Signore con la cetra, con la cetra e al suono di strumenti a corde; con le trombe e al suono del corno acclamate davanti al re, il Signore. RIT

CANTO AL VANGELO

Alleluia, Alleluia.
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio.
Alleluia.

VANGELO

Gv 1, 29-34 Dal Vangelo secondo Giovanni
acqua3In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello
di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!
Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

COMMENTO

Colui che battezza in Spirito Santo.
Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele». Giovanni rese battesimo_gesùtestimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio». È la presentazione ufficiale che Giovanni Battista fa del Signore, ma è lo stesso Spirito Santo che ha confermato la sua e la nostra fede. Il battesimo di penitenza che egli amministrava, nel caso di Gesù, si è trasforma in una grande teofania: la voce di Dio completa e perfeziona quella di Giovanni, proclamando Cristo suo Figlio. Per questo il battezzatore afferma di non conoscere Gesù prima di quella rivelazione e di poter, ora, che ha visto lo Spirito Santo discendere, essere invece un convinto testimone della sua divinità. Così si afferma l’autorivelazione di Dio, così ci è concesso di certificare la nostra fede in Lui e nel suo Figlio. Ci prepariamo alla grande epifania per vedere nella vera luce il mistero dell’incarnazione e della missione di salvezza apportata da Cristo a tutti noi. (Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

PREGHIERA DELLA SERApreghiera31

Dio, nostro Padre, che nel Cristo ci hai scelti come Tuoi figli, riempi i nostri cuori con la Tua grazia perchè, con tutta la creazione, possiamo cantare il canto nuovo dei redenti. In cambio Ti affidiamo, le gioie e le fatiche, le rinunce e gli atti di carità che siamo riusciti a fare in questo giorno e Ti ringraziamo con tutto il cuore per tutto quello che fai per noi e ci dai ogni giorno. Amen.

SANTA GENOVEFFA

Santa Genoveffa di Parigi

(ca 422-ca 500) 03 Gennaio
Figlia di una ricca famiglia di commercianti non si lascia GENOVEFFA DI PARIGIspaventare dalle ingiurie e dagli insulti ma con coraggio porta avanti i principi cristiani basandosi sulla preghiera e il digiuno per convertire i re, scoraggiare invasori come Attila e piegare anche i cuori più induriti.
Secondo l’antica biografia, Genoveffa, santa patrona di Parigisi consacrò a Dio a sette anni, quando S. Germano di Auxerre (31 lug.), nel corso di un viaggio in Britannia volto a contrastare il diffondersi del pelagianesimo, riconobbe la futura santità della giovinetta e in una veglia notturna pose la sua mano sulla testa di lei. Probabilmente discendeva da una ricca famiglia gallo-romana e fu presentata al vescovo di Parigi per ricevere il velo delle vergini consacrate all’età di quindici anni. Visse con i suoi genitori a Nanterre, pochi chilometri a nord ovest di Parigi (attualmente nei sobborghi), fino alla loro morte. In seguito andò a vivere con la nonna a Parigi, facendo opere di carità lì e in altre città (tra cui Meaux, Tours e Orléans).

VIDEO-STORIA

Benché la sua fama di taumaturga si fosse diffusa, per ragioni mai chiarite essa incontrò ostilità enormi: si può forse pensare che si sia alienata la simpatia della propria classe sociale a causa dei digiuni che faceva per identificarsi con i poveri, o per la distribuzione di cibo ai diseredati (i mercanti non amano concorrenti che donano ciò che essi possono vendere). Ancora, i suoi modi potevano risultare troppo entusiastici e fuori misura.
Anche il fatto di essere una donna poteva stimolare le accuse: prepotente, visionaria, ipocrita e bugiarda! Un ulteriore segno di favore da parte di S. Germano, che le inviò un pane GENOVEFFAbenedetto come prova della stima e solidarietà per il suo lavoro, pose però fine alle persecuzioni. In quel periodo i Franchi stavano conducendo con successo una campagna militare in Gallia, e conquistarono Parigi dopo un lungo assedio che aveva ridotto la popolazione allo stremo.
Genoveffa guidò una spedizione fluviale sulla Senna fino alla città di Troyes alla ricerca di cibo e ritornò trionfalmente con un gran carico di grano: il fatto, se realmente accaduto, darebbe sostegno all’ipotesi che la sua famiglia appartenesse alla classe dei mercanti, ed ella conoscesse la navigazione della Senna come rotta commerciale.
Da allora in poi la fama e la reputazione di santità di Genoveffa si diffusero ancor più non solo tra il popolino di Parigi ma anche nei circoli dominanti. Ispirò la cittadinanza a costruire una chiesa in onore di S. Dionigi di Parigi (in francese S. Denis, antico vescovo della città e patrono di Francia, 9 ott.). Childerico, il pagano conquistatore di Parigi, la rispettò e, per sua intercessione, risparmiò la vita di molti prigionieri. Quando giunse la notizia che Attila re degli Unni stava avanzando verso Parigi, Genoveffa suggerì al popolo di non fuggire in preda al panico, ma di allontanare il pericolo con digiuni e preghiere; in effetti Attila cambiò il piano di marcia e si diresse verso Orléans. Parigi fu salva.
Anche Clodoveo, re dei Franchi dal 481 al 511 e fondatore della dinastia merovingia, ascoltò i suoi consigli: su sua richiesta liberò prigionieri e divenne egli stesso cristiano nei 496. Aveva sposato Clotilde, principessa burgunda di religione cattolica, anch’essa venerata come santa (3 giu.), la quale fu corresponsabile della sua conversione, avvenuta al termine di una battaglia contro gli Alemanni, durante la quale aveva invocato il soccorso di quel Gesù nel quale sua moglie credeva. Vinse la battaglia e si fece battezzare. Prima di morire, nel 511, convocò il primo sinodo nazionale, il concilio d’Orléans, del territorio che doveva poi diventare il Regnum Francorum. 
Si racconta che abbia avviato la costruzione della chiesa dei SS. Pietro e Paolo su suggerimento della santa: ella vi fu poi sepolta e la fama dei miracoli a lei attribuiti fece sì che la sua tomba fosse meta di Santa Genoveffa di Parigipellegrinaggi da tutta la Francia, e la chiesa divenisse nota con il titolo di Santa Genoveffa. Per inciso va notato che il culto di S. Pietro – in particolare – fu spesso eclissato nel tardo periodo merovingio dalla venerazione per i resti mortali dei santi sepolti nella chiesa; questi corpi di santi assicuravano reliquie di “prima classe”, cioè veri frammenti del corpo, mentre tutto ciò che si poteva ottenere dalle tombe degli Apostoli a Roma era di “seconda classe”, consistendo in ritagli di abiti messi a contatto con le tombe degli Apostoli.
Il più grande miracolo attribuito all’intercessione di Santa Genoveffa avvenne nel 1129, durante un’epidemia di ergotismo, “febbre bruciante” o “fuoco sacro”, come era chiamata nel Medio Evo l’infezione che percorse la Francia e la Britannia nel XII e XIII secolo, e la cui causa era legata al consumo di pane di segala infettato da un fungo di color viola scuro (il nome popolare deriva dalla sensazione di un fuoco che divora internamente, provocando convulsioni e cancrene mortali). Né medici, né preghiere, né digiuni parevano alleviare l’epidemia, finché fu portata in processione solenne fino alla cattedrale l’urna contenente le ossa di Santa Genoveffa. Da un punto di vista razionale si potrebbe spiegare l’accaduto supponendo che malgrado il crescere del panico tra la popolazione l’epidemia stesse di fatto scemando (la paura si diffonde più rapidamente del pericolo reale, e la processione servì per calmare il panico).
Quando l’anno dopo papa Innocenzo II visitò Parigi ordinò che annualmente si commemorasse il miracolo, cosa che avviene tuttora nelle chiese parigine. L’urna con le ossa della santa venne in seguito portata nella cattedrale in ogni caso di catastrofe o di crisi nazionale. La sua importanza crebbe ancora quando Parigi divenne capitale della Francia e il possesso delle sue reliquie fece sì che il popolo la sentisse molto vicina e si rivolgesse al suo aiuto reinterpretando la sua leggenda alla luce dei Santa Genoveffa di Parigiproblemi attuali; nacquero confraternite in suo onore, dotate del privilegio di portare in processione l’urna delle ossa; e infine ad essa si ispirarono molte opere d’arte.
L’edificio della chiesa dove era la sua tomba cominciò a decadere, e nel 1746 si iniziò a  rimpiazzarlo con uno di forma neoclassica, ornato da una grande cupola. Questo edificio fu però secolarizzato durante la Rivoluzione francese, divenendo l’attuale mausoleo nazionale, il Panthéon; tra il 1851 e il 1855, sotto Napoleone III , fu riaperto come chiesa. La tomba di Genoveffa e molte delle sue reliquie furono distrutte o saccheggiate durante la Rivoluzione, ma la devozione continuò.
Numerose chiese le furono dedicate in Francia, e due anche in Inghilterra nel periodo medievale. Noi conosciamo solo i più scarni dettagli della sua vita, ma il suo culto postumo ha avuto grande importanza nella vita della Francia; oltre ad essere patrona di Parigi viene invocata in caso di siccità, piogge torrenziali, alluvioni o altri disastri, e la sua intercessione per la salvezza di Parigi l’ha fatta dichiarare anche patrona delle Forze Armate, titolo confermato da papa Giovanni XXIII nella Lettera Apostolica del 18 Maggio 1962, in risposta alla richiesta dell’arcivescovo Feltin, vescovo di Parigi e ordinario militare dell’esercito francese.
E’ INVOCATA: contro la peste, pioggia torrenziale e alluvioni, siccità; come protettrice di fabbricanti di cera, pastori, tappezzieri, forze armate
FontiIl primo grande libro dei Santi di Alban Butler